Patologie della palpebra e chirurgia palpebrale

Feb 28, 2022

Palpebre pesanti? Irritate? O con fastidiose escrescenze? La chirurgia palpebrale è il ramo dell’oculistica che si occupa della diagnosi e della terapia chirurgica delle patologie della palpebra. 

Queste membrane muscolo cutanee, che ricoprono e proteggono la parte anteriore dell’occhio, possono essere soggette a disfunzioni più o meno gravi. La chirurgia può essere la soluzione definitiva per ripristinare la perfetta funzionalità e, in alcuni casi, risolvere allo stesso tempo problemi di tipo estetico.

Vediamo insieme alcune delle principali malattie, risolvibili con un intervento di chirurgia palpebrale.

Dermatocalasi e Ptosi palpebrale

La dermatocalasi consiste in un eccesso di pelle della palpebra superiore. È spesso associata a ptosi palpebrale, un cattivo funzionamento del muscolo elevatore della palpebra. 

La lassità dei tessuti è causata dal loro invecchiamento, infatti questi disturbi colpiscono generalmente persone di età avanzata (dai 60 anni in su); raramente possono presentarsi anche nei giovani, in casi di particolare predisposizione genetica. 

Possono essere monoculari (colpire una sola palpebra) o binoculari (entrambe le palpebre). 

L’evoluzione è lenta e progressiva. Non è una condizione dolorosa e spesso i pazienti tendono inizialmente a sottovalutarla, ricorrendo a pomate consigliate dal medico o dal farmacista, prima di sottoporsi a una valutazione più attenta da parte dell’oculista.

I sintomi più diffusi sono:

  • crescita evidente di una specie di doppia palpebra e accentuazione delle “borse” sotto gli occhi
  • riduzione del campo visivo
  • sensazione di pesantezza della palpebra
  • irritazione della palpebra

La dermatocalasi si corregge con un trattamento di chirurgia palpebrale definito blefaroplastica superiore

Si tratta di un intervento ambulatoriale, in anestesia locale, della durata di circa 20-30 minuti per occhio. La pelle in eccesso viene asportata tramite incisione e la ferita è cucita con punti di sutura, da rimuovere dopo circa una settimana.

Il decorso post operatorio prevede l’applicazione di ghiaccio il giorno dell’intervento e una terapia con pomata antibiotica nei giorni successivi.

In caso di ptosi palpebrale, la blefaroplastica è lievemente più complessa perché è necessario lavorare sul muscolo, oltre che sui tessuti. 

Al beneficio funzionale (palpebra alleggerita), si associa quello estetico (ripristino della normale piega palpebrale): doppia soddisfazione per il paziente.

Entropion della palpebra

È una malposizione palpebrale caratterizzata da una rotazione verso l’interno del bordo della palpebra. Le ciglia sfregano sulla cornea provocando lesioni e ulcere corneali. Nella quasi totalità dei casi interessa la palpebra inferiore

Colpisce prevalentemente soggetti anziani, i quali lamentano bruciore, irritazione, dolore, sensazione di corpo estraneo ed eccessiva lacrimazione.

La blefaroplastica inferiore, svolta in anestesia locale, ripristina la posizione corretta della palpebra. Dopo l’operazione è necessaria una terapia antibiotica in compresse. 

Per pazienti con problemi di coagulazione o condizioni cliniche non adatte ad un intervento chirurgico, il medico può ricorrere inizialmente all’iniezione di una modesta quantità di tossina botulinica, che limita la contrazione del muscolo palpebrale. La somministrazione di questo tipo di terapia deve essere ripetuta ogni 3-4 mesi e solo per un periodo limitato di tempo. Questa tecnica palliativa non è risolutiva quanto la chirurgia palpebrale.

Ectropion della palpebra

La palpebra, generalmente quella inferiore, è erroneamente ruotata verso l’esterno a causa del malfunzionamento del muscolo palpebrale. L’occhio è dunque meno protetto e più esposto ad agenti esterni. 

Lacrimazione continua, fastidio, dolore, irritazione e maggiore sensibilità alla luce sono i sintomi più frequenti di questa patologia. La lenta evoluzione può da principio illudere i pazienti di avere solo una semplice congiuntivite o allergia alle polveri.

Anche in questo caso si interviene con la blefaroplastica inferiore in anestesia locale. I punti di sutura vengono tolti dopo circa una settimana e la terapia si limita all’utilizzo di lacrime artificiali.

Calazio e orzaiolo

È un disturbo abbastanza comune, che si manifesta con un rigonfiamento della palpebra e la crescita di un piccolo granuloma visibile e percepibile al tatto. 

È causato da un’infiammazione della ghiandola di Meibomio.

Nella fase acuta, che dura circa una settimana, la palpebra è arrossata e dolente; passato il male, rimane una cisti dura ed elastica.

Si procede generalmente con una terapia antibiotica locale per circa 2-3 settimane. È consigliato intervenire chirurgicamente per evitare il rischio di focolai infiammatori all’interno dell’occhio. L’origine batterica del calazio, infatti, può provocare irritazioni croniche. Solo in rari casi la cisti fistolizza verso l’esterno e il calazio si risolve spontaneamente.

L’intervento di asportazione della ghiandola infiammata viene svolto a livello ambulatoriale ed è di brevissima durata.

Anche i bambini sono soggetti a calazio. L’utilizzo di pomate antibiotiche è solitamente sufficiente ad eliminare il problema. É preferibile evitare un intervento chirurgico su pazienti di così tenera età. L’estate, il sole e il mare sono un vero toccasana per la guarigione. 

L’orzaiolo è simile al calazio per la sua origine infiammatoria. Colpisce il follicolo delle ciglia. L’infiammazione porta alla formazione di una sorta di brufolo, doloroso nei primi giorni, che si risolve spontaneamente con pomata antibiotica.

Patologie neoplastiche della palpebra e congiuntiva

Le forme neoplastiche (neoplasie) che colpiscono le palpebre sono per la maggior parte benigne. Si manifestano con la crescita di piccole cisti, neoformazioni peduncolate che raramente hanno un risvolto patologico maligno. Vengono asportate chirurgicamente quando tendono a crescere o sono particolarmente fastidiose per la loro localizzazione.

Il basalioma è invece una patologia maligna. Colpisce con più frequenza gli anziani e può localizzarsi in diverse parti del viso. È apparentemente simile a un calazio o a una blefarite (infiammazione della palpebra). Si manifesta con una irritazione acuta o cronica, che compare e scompare, ma non sparisce. 

La terapia consiste nella rimozione del tessuto leso, il quale viene sottoposto ad un esame istologico per accertare la natura della patologia e la buona riuscita dell’intervento, eliminando ipotesi di recidiva. Il tessuto elastico e flessibile della palpebra permette una buona cicatrizzazione sia dal punto di vista patologico, sia estetico.

Patologie della palpebra: diagnosi precoce e chirurgia palpebrale

Fortunatamente la maggior parte delle patologie della palpebra è curabile. La localizzazione particolarmente delicata rende però importante agire tempestivamente con una diagnosi accurata e una terapia efficace.

Non sono poi così rari i casi in cui, anche in presenza di manifestazioni cutanee riconducibili ad una malattia della palpebra, le persone rimandano la visita oculistica per paura della diagnosi.

Prima viene diagnosticata, maggiore è la possibilità di interrompere l’evoluzione della patologia ed evitare complessi interventi demolitivi a carico della palpebra.

Se riconosci i sintomi delle patologie della palpebra, rivolgiti subito al tuo oculista.

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