Intervento di cataratta dopo trattamento laser: l’esame con biometria oculare

Giu 27, 2022

Hai già effettuato un’operazione laser agli occhi e vuoi curare definitivamente la cataratta o i principali difetti refrattivi con l’impianto di lenti artificiali Premium?

Il consiglio è quello di affidarsi ad un oculista esperto.

L’efficacia delle formule e dei fattori di correzioni durante l’esame preliminare di biometria oculare dipende sì dalla tecnologia, ma in larga parte anche dalle capacità del chirurgo di utilizzare tale strumento nel migliore dei modi. Sono sempre più numerose le persone che si sottopongono all’intervento laser agli occhi per correggere difetti refrattivi, quali miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Molti di questi soggetti, raggiunta l’età avanzata, hanno la necessità di tornare nuovamente dall’oculista per eliminare chirurgicamente la cataratta o la presbiopia con l’impianto di cristallini artificiali.

Entrambe le operazioni vanno a lavorare sul cristallino, quella lente naturale che permette la messa a fuoco alle varie distanze, e sulla cornea, lo strato anteriore dell’occhio.

È possibile, dunque, trattare chirurgicamente lo stesso occhio, a distanza di anni, senza alcuna controindicazione?

Impianto di cristallini artificiali in occhi già trattati con laser ad eccimeri

L’impianto di lenti intraoculari Premium è l’unico trattamento definitivo per la cura della cataratta e i difetti refrattivi.

Consiste nella sostituzione del cristallino naturale, ormai invecchiato e non più funzionale, con una lente artificiale.

Per poter eseguire correttamente questo intervento, il medico chirurgo misura i parametri dell’occhio e stabilisce il potere diottrico del cristallino da impiantare.

Nei soggetti che si sono sottoposti in passato al laser ad eccimeri per ripristinare una visione ottimale, lo spessore e la curvatura della cornea sono modificati rispetto allo stato originale.

La conoscenza di questo fattore è fondamentale affinché l’oculista possa scegliere con precisione e assoluta sicurezza la lente artificiale da utilizzare.

Biometria oculare: l’esame oculistico per misurare il cristallino artificiale

La biometria oculare è un esame strumentale non invasivo che misura la forma e le dimensioni degli occhi. Permette di calcolare la gradazione del cristallino artificiale che si andrà ad impiantare nell’occhio durante l’intervento di cataratta.

Durante questo esame, il medico oculista provvede a misurare i seguenti parametri:

  • curvatura della cornea
  • profondità della camera anteriore dell’occhio
  • dimensione della pupilla

 

Il biometro è proprio in grado di calcolare la lunghezza del bulbo oculare (lunghezza assiale), la curvatura della cornea, la profondità della camera anteriore e la grandezza della pupilla, consentendo all’oculista di capire quale sia il potere diottrico del cristallino artificiale più adatto per la correzione definitiva dei difetti visivi del paziente.

Tuttavia, gli strumenti di biometria ottica presentano alcune limitazioni quando si tratta di misurare la curvatura corneale in pazienti già operati con laser.

Come detto precedentemente, l’effetto del laser assottiglia la cornea e ne modifica la curvatura; anche la profondità della camera anteriore risulta stravolta.

Se questi aspetti non venissero presi in considerazione, i valori prodotti dal biometro sarebbero errati. La totalità dei pazienti già sottoposti a laser risulterebbe ipermetrope ad un esame di biometria oculare.

Fortunatamente esiste una soluzione per risolvere questa problematica.

I fattori di correzione nella biometria oculare

Il biometro non è dunque in grado di misurare correttamente un occhio già operato con laser ad eccimeri e non può fornire una idonea valutazione sul potere diottrico del cristallino artificiale da usare per l’eliminazione di cataratta o presbiopia.

O quanto meno non può farlo senza un’azione da parte del chirurgo.

La scienza medica oculistica ha infatti elaborato delle formule in grado di rettificare le misurazioni strumentali e superare questa limitazione tecnica.

Sapendo che il paziente è stato precedentemente sottoposto a laser ad eccimeri, il medico oculista può introdurre dei fattori di correzione, così da ottenere i valori corretti.

Grazie ai fattori di correzione è possibile prevedere con assoluta precisione il risultato refrattivo desiderato, garantendo la buona riuscita dell’intervento di cataratta o presbiopia.

L’importanza dell’anamnesi del paziente durante l’esame oculistico

L’anamnesi del paziente diventa dunque fondamentale per impostare nel biometro ottico le formule con i fattori correttivi.

Il tempo trascorso fra l’operazione laser per correggere i difetti refrattivi e l’intervento di impianto del cristallino artificiale per l’eliminazione della cataratta non influisce sulla precisione dei dati misurati dalla macchina.

I fattori di correzione assicurano una misurazione estremamente accurata anche se tra la prima e la seconda operazione sono passati molti anni.

    Affidati ad un oculista esperto per un risultato garantito

    Hai già effettuato un’operazione laser agli occhi e vuoi curare definitivamente la cataratta o i principali difetti refrattivi con l’impianto di lenti artificiali Premium?

    Il consiglio è quello di affidarsi ad un oculista esperto.

    L’efficacia delle formule e dei fattori di correzioni durante l’esame preliminare di biometria oculare dipende sì dalla tecnologia, ma in larga parte anche dalle capacità del chirurgo di utilizzare tale strumento nel migliore dei modi.

     

    Eliminare chirurgicamente cataratta e presbiopia in età avanzata si può, anche dopo un precedente intervento laser per la correzione della miopia. 

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