Maculopatia secca o essudativa: trattamenti e cure

Set 12, 2022

Con maculopatia si intende qualsiasi patologia che colpisce la parte centrale della retina, detta macula. Questa zona dell’occhio permette di discernere i particolari e i colori.

In un soggetto con macula sana, la visione centrale è nitida e dettagliata.
La macula può però andare incontro a processi degenerativi che modificano la visione centrale, rendendola sfocata e distorta.

Le cause scatenanti e le tipologie di degenerazione maculare sono diverse.
La patologia più comune è definita maculopatia senile: colpisce soggetti di età superiore ai 60 anni e porta ad una alterazione cronica dei tessuti interessati e dunque della vista.

Questa degenerazione maculare può assumere due forme:

Sebbene la sintomatologia sia simile, si tratta di due disfunzioni ben differenti per evoluzione e trattamento.

In questo articolo, desidero fornire gli elementi utili a delineare un quadro completo e razionale sul trattamento e la cura della maculopatia legata all’età.

Differenza tra maculopatia secca e maculopatia essudativa: sintomi, cause, rimedi

Le persone affette da maculopatia, sia essa secca o umida, soffrono di una visione centrale ridotta, offuscata da una macchia scura: i colori divengono sbiaditi, i contorni, le linee e i dettagli appaiono deformati.

Seppur non totalmente invalidante, questa condizione rende difficile eseguire con naturalezza tutte quelle attività quotidiane che richiedono concentrazione, come leggere, scrivere, cucire o perfino guidare (nei casi più gravi).

La degenerazione maculare secca, anche definita “atrofica”, è molto più frequente rispetto alla forma essudativa.

Di fronte ad una diagnosi di maculopatia e alla spiegazione di ciò che comporta, i pazienti si interrogano spesso su quale delle due tipologie sia “meglio”?

La maculopatia senile secca è causata dal progressivo assottigliamento della retina centrale, che tende via via ad atrofizzarsi. La sua evoluzione è molto lenta e porta ad un peggioramento della vista in un arco di tempo abbastanza ampio.

Al contrario, la maculopatia essudativa, si sviluppa velocemente e provoca un repentino calo della vista. Le cause di insorgenza possono essere diverse: la forma senile, quella da occlusione dei capillari venosi della retina, da uveiti croniche, da retinopatia diabetica, da reazioni infiammatorie dovute ad un intervento chirurgico all’occhio, da miopie elevate.

Sembrerebbe, dunque, che la forma essudativa sia da considerarsi più grave di quella secca. C’è però un elemento fondamentale da considerare prima di concludere la valutazione: si può guarire dalla maculopatia?

Per la degenerazione maculare secca non esistono trattamenti chirurgici o farmacologici efficaci. La maculopatia umida, invece, può essere trattata e curata con iniezioni intravitreali.

Vediamo nel dettaglio. questa importante differenza.

Rimedi per la degenerazione maculare secca

Come accennato nel paragrafo precedente, la maculopatia degenerativa secca ha una progressione lenta o molto lenta, ma non ha una terapia.

Vengono generalmente somministrati degli integratori in grado di rallentare il decorso.

Questo rimedio si basa su studi effettuati su gruppi di popolazione affetta da degenerazione maculare secca. Le persone sottoposte a trattamento con integratori alimentari hanno mostrato un’evoluzione lievemente migliore rispetto a quelle non trattate.

Parliamo di integratori, non farmaci veri e propri; non danno effetti collaterali e possono essere assunti da qualsiasi paziente, senza particolari problematiche.

Va sottolineato che non si tratta di una cura risolutiva e non deve pertanto indurre a false aspettative: questa patologia non può essere eliminata.

Sono comunque consigliati, anzi necessari, dei controlli frequenti ogni 3 o 4 mesi per valutare lo stato della degenerazione e scongiurare l’insorgere di complicanze.

Come si cura la maculopatia degenerativa umida

A causa della sua veloce evoluzione, la maculopatia essudativa comporta il rischio di danni considerevoli alla vista, se non trattata prontamente.

La nota positiva, in questo caso, è che una terapia esiste ed è efficace: le iniezioni intravitreali di farmaci.

Attraverso delle iniezioni, vengono inoculati fattori anti-VEGF nell’occhio, che hanno la funzione di chiudere i capillari anomali ed eliminare l’effetto delle citochine (mediatori umorali che si formano quando c’è una infiammazione dei tessuti).

È una cura non dolorosa, non invasiva e somministrabile ambulatoriamente. I risultati sono buoni e immediati.

La terapia è tanto più efficace quanto più tempestivo è l’intervento.
Per un recupero totale della vista è fondamentale iniziare le cure nel più breve tempo possibile dalla comparsa dei primi sintomi.

Un ritardo nella terapia comporta un recupero solamente parziale della vista e, nelle forme più gravi e aggressive, la perdita della visione centrale nel giro di breve tempo (circa un mese).

Un rapido intervento con iniezioni intravitreali può, invece, portare addirittura ad un miglioramento della vista: già dopo la prima iniezione il paziente vede meglio, dopo la seconda può esserci un recupero di acutezza visiva.

La buona riuscita del trattamento dipende da alcuni fattori:

  • gravità della patologia
  • reazione soggettiva dell’occhio al farmaco
  • tempo che intercorre dalla diagnosi alla prima iniezione

La risposta al farmaco varia da persona a persona; alcuni pazienti evidenziano effetti benefici immediati e duraturi, mentre in altri soggetti si riscontra in ogni caso un lento decadimento della visione nel lungo periodo.

I farmaci della categoria anti-VEGF sono diversi. Quelli più comunemente usati sono: Avastin, Lucentis, Eylea. Altri ancora sono in via di sviluppo.

A seconda del farmaco impiegato, può variare il numero di iniezioni da effettuare. Il meccanismo d’azione e il risultato finale restano comunque analoghi.

Una curiosità: prima dell’avvento delle iniezioni intravitreali, la maculopatia umida veniva trattata con il laser. Questo tipo di terapia si è però rivelata inadeguata: il laser bruciava i capillari nocivi eliminando la degenerazione della macula, ma lasciava una cicatrice nell’occhio che restituiva lo stesso effetto “macchia” del difetto originale.

Da almeno una decina d’anni, la scienza medica oculistica ha perfezionato la terapia con iniezioni intravitreali, donando speranza e sollievo alle persone affette da maculopatia umida.

Trattamento e cura della maculopatia a Varese

È difficile affermare quale forma di maculopatia senile sia più grave dell’altra.

La forma secca ha un andamento nettamente più lento, ma non può essere curata, solo rallentata. La forma umida, invece, provoca un peggioramento della vista molto più veloce ed aggressivo, ma grazie alle iniezioni intravitreali si può guarire.

Per curare la degenerazione maculare essudativa è fondamentale intervenire prontamente.
Proprio questa è la difficoltà principale che incontrano i pazienti che si rivolgono al Sistema Sanitario Nazionale: i tempi di attesa, notoriamente lunghi, spesso impediscono un trattamento tempestivo, dato il gran numero di richieste.

Presso gli studi oculistici di Varese e di Gazzada (VA) eseguo visite e programmo terapie a regime privato in tempi brevi.

Dopo un ciclo di tre iniezioni intravitreali, a distanza di un mese una dall’altra, si effettua un controllo con angio OCT per verificare lo stato della maculopatia. Se l’infiammazione permane, si prosegue con altri cicli di iniezioni, aumentando l’intervallo di tempo tra un trattamento e l’altro.

Una visione centrale sfocata con deformazione delle immagini è il primo sintomo della degenerazione maculare.
Una buona valutazione può essere eseguita tramite il test di Amsler, la cui griglia è indicata anche per una autovalutazione: in presenza di maculopatia, le linee appaiono distorte o sfocate.

griglia di amsler

Se ti accorgi di non vedere bene, rivolgiti subito al tuo medico oculista.

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