Mosche volanti nell’occhio? Come eliminare i corpi mobili vitreali

“Dottore, vedo le mosche volanti!”
È così che la maggior parte dei pazienti descrive i corpi mobili vitreali (floaters).
Sono filamenti o macchie che si spostano quando il soggetto muove l’occhio o guarda l’orizzonte. Di per sé innocui, possono però essere un sintomo del distacco del vitreo.
Se anche tu vedi le mosche volanti, niente paura, sei in buona compagnia. È un disturbo estremamente diffuso; non passa giorno senza che io visiti nel mio studio almeno tre o quattro persone con questo problema.
Cos’è il corpo vitreo?
Il corpo vitreo, detto anche umor vitreo, è una sostanza gelatinosa, trasparente e uniforme che riempie l’occhio. È composto per il 99% d’acqua e per il restante 1% da fibre collagene, potassio, bicarbonati, zucchero e vitamina C.
Ha tre importanti funzioni:
- guidare la refrazione, permettendo il passaggio dei raggi luminosi dal cristallino alla retina per la messa a fuoco e la formazione delle immagini;
- aiutare a mantenere la pressione all’interno dell’occhio, facendo aderire la retina al fondo oculare;
- trasportare sostanze nutritive alla e dalla retina.
Cosa ci fanno le “mosche volanti” nell’umor vitreo? Vediamolo insieme.
Come si formano i corpi mobili vitreali (floaters)
Il gel vitreale può essere soggetto a degenerazione microfibrillare che forma degli addensamenti definiti corpi mobili vitreali. Questi coaguli galleggiano nel liquido e si spostano con una certa inerzia rispetto ai movimenti dell’occhio (miodesopsie).
I floaters creano una visione artefatta e fastidiosa; sono percepiti maggiormente quando c’è luce o in contrasto a superfici chiare, come la neve o un bel cielo azzurro.
Possono comparire a qualsiasi età, sia nei giovani (solitamente se affetti da miopia elevata) sia negli anziani.
Dopo il disagio iniziale, il paziente tende ad abituarsi alla loro presenza. Una visita oculistica è comunque fondamentale per escludere condizioni patologiche più gravi, come il distacco posteriore del vitreo.
Distacco posteriore del vitreo
I corpi mobili vitreali non sono pericolosi in quanto tali, ma possono essere il campanello d’allarme di un problema ben più complesso: il distacco posteriore del vitreo.
Il corpo vitreo riempie l’occhio dal cristallo alla retina, aderendo perfettamente alle pareti della cavità oculare. Staccandosi nel punto di giunzione con la retina, può provocarne la lesione, con importanti conseguenze per la vista.
Il soggetto riferisce la visione di luci o “lampi”, seguiti dalla comparsa di una macchia mobile al centro del campo visivo. Leggere o concentrarsi su un punto frontale diventa impossibile e muovendo l’occhio l’ombra si sposta di conseguenza. Nei casi più gravi è una situazione invalidante.
Le cause che portano al distacco posteriore del vitreo sono svariate: il naturale invecchiamento dei tessuti, un trauma, una miopia elevata o un’infiammazione.
È difficile prevederlo, ma è importante curarlo prontamente.
Cosa fare quando vedi le “mosche volanti”
La prima diagnosi è essenziale. Una visita oculistica con dilatazione della pupilla è necessaria per controllare le condizioni della retina.
Ecco i possibili quadri clinici:
- Corpi mobili vitreali e retina intatta: è la situazione di più modesta entità; basta aumentare l’idratazione del vitreo bevendo molta acqua e limitare i movimenti dell’occhio per un breve periodo di tempo. Seguendo queste semplici accortezze, la maggioranza dei pazienti riferisce una netta riduzione di “mosche volanti” nel giro di due o tre mesi.
- Distacco del vitreo associato a lacerazione della retina: è necessario un trattamento laser urgente in ambulatorio per riparare la retina
- Principio di distacco della retina: è la condizione più allarmante e richiede un intervento chirurgico urgente in sala operatoria.
Il trattamento dei floaters con il laser tradizionale ha mostrato scarsi risultati.
Negli ultimi tempi, viene dunque adottata una nuova metodica, con esiti molto soddisfacenti: la vitrectomia 27 gauge.
SI tratta di una chirurgia mini invasiva, svolta in sala operatoria sterile, in anestesia locale, con microscopio. Con una sonda molto sottile (27 gauge), il chirurgo entra nell’occhio e aspira l’addensamento del vitreo, senza alterare la struttura dell’occhio.
L’intervento dura circa 20 minuti e garantisce una completa remissione della problematica.
Il paziente ritorna a vedere perfettamente ed è in grado di riprendere la sua normale quotidianità dopo un paio di giorni.