Intervento laser agli occhi: meglio Lasik o PRK?

Ago 1, 2022

Con la chirurgia refrattiva è possibile correggere qualsiasi difetto visivo in pochi istanti e in tutta sicurezza.

Le tecniche maggiormente utilizzate durante l’intervento laser agli occhi sono due: Femtolasik (detta anche semplicemente Lasik) e PRK.

Entrambe garantiscono un pieno recupero visivo dopo circa 15 giorni dall’operazione e la loro efficacia nel correggere difetti di vista, anche importanti, è ormai comprovata.

A parità di risultato, è dunque interessante capire quando e perché è preferibile utilizzare una tecnologia piuttosto che l’altra.

A distinguere le tue tipologie di operazione laser vi sono alcuni aspetti prettamente clinici ed altri di particolare interesse per il paziente, come l’evolversi del decorso post operatorio.

Vediamo insieme in che cosa consistono Lasik e PRK e cerchiamo di rispondere al dubbio di molti pazienti che desiderano liberarsi da occhiali e lenti a contatto: qual è la tecnica migliore per l’intervento laser agli occhi, Lasik o PRK?

Come funziona l’intervento laser PRK

La tecnica PRK utilizza il laser ad eccimeri per modellare la cornea e correggere il difetto di refrazione.
Il medico chirurgo si avvale di una piccola spatola per esportare l’epitelio corneale, cioè lo strato più esterno dell’occhio; poi attiva il laser ad eccimeri che va a lavorare sulla cornea modificandone la curvatura.
Per favorire la cicatrizzazione dei tessuti trattati, viene applicata una lente a contatto.

Come funziona l’intervento laser Lasik

L’intervento laser agli occhi Lasik implica l’utilizzo di 2 tipi di laser.
Il primo, detto Femtolasik (o laser a femtosecondi) viene impiegato per tagliare un lembo circolare di cornea e creare una piccola calotta, che resta ancorata lungo il lato non inciso.
Il medico chirurgo la solleva e la ribalta per far spazio all’intervento con il secondo laser, quello ad eccimeri, che agisce modificando la curvatura della cornea e ripristinando la corretta messa a fuoco.
Il lembo sollevato viene poi riposizionato e fatto aderire all’occhio in maniera naturale, senza l’ausilio di lenti cicatrizzanti.

Come si valuta l’operazione laser più adatta a correggere un difetto visivo

La valutazione del medico chirurgo durante l’esame diagnostico preoperatorio è fondamentale per stabilire quale delle due tecniche laser, PRK o Lasik, sia più idonea alle condizioni cliniche del paziente e dei suoi occhi.

La scelta dipende fondamentalmente da due fattori:

  1. tipo di difetto visivo che si vuole correggere
  2. caratteristiche dell’occhio

Anche le condizioni generali di salute e le abitudini del paziente giocano un ruolo nella scelta della tecnica da impiegare per l’intervento laser agli occhi.
Vediamo nel dettaglio le valutazioni che vengono effettuate.

Valutazione del tipo di difetto visivo

La Lasik è efficace per la correzione di qualsiasi tipo di difetto visivo: miopia, presbiopia, astigmatismo e ipermetropia.

La PRK presenta invece controindicazioni per il trattamento di ipermetropia e astigmatismo. Le persone affette da ipermetropia e astigmatismo sono maggiormente soggette ad una regressione importante del difetto visivo nel periodo successivo l’intervento laser. Studi clinici dimostrano che, già a distanza di un anno dall’operazione, è possibile registrare un peggioramento della vista.
Inoltre, durante l’intervento è frequente la formazione di macchie sulla cornea (dette haze), come reazione della cornea stessa al passaggio del laser; la creazione di queste lesioni cicatriziali (cheloidi), rendono poco preciso l’effetto del laser e dunque impediscono di ottenere il risultato desiderato.

Valutazione delle caratteristiche dell’occhio

Il laser ad eccimeri rimodella la cornea rimuovendo delle microscopiche particelle di tessuto in eccesso. Lo spessore della cornea è dunque un elemento determinante per la scelta della tecnica laser da utilizzare.

Nella PRK l’impiego diretto del laser ad eccimeri agisce meno in profondità e consente di “risparmiare” più spessore.

Con la Lasik, invece, la cornea viene intaccata più a fondo, prima con l’incisione della calotta e poi con la modellazione della curvatura. Lo spessore necessario per poter intervenire con femtolasik e laser ad eccimeri deve essere sufficientemente spesso.

A fronte di questa valutazione, si evince che vi sono particolari situazioni in cui la PRK è più indicata rispetto alla Lasik per il trattamento laser:

  • cornea sottile e miopia elevata (7-8 diottrie)
  • cornea normale e miopia elevatissima (8-9 diottrie)

In presenza di condizioni adeguate, invece, miopia e astigmatismo miopico possono essere trattati indifferentemente con entrambe le tecniche laser. In questi casi, l’esame clinico deve riportare:

  • miopia non elevatissima, eventualmente abbinata a lieve astigmatismo
  • cornea di spessore normale (circa 520-540 micron) o superiore alla media
  • curvatura corneale nella norma

Condizioni generali di salute e abitudini del paziente

La salute generale del paziente può dare importanti indicazioni su eventuali controindicazioni all’intervento laser o sulla tecnologia da impiegare.

La Lasik è più indicata in soggetti affetti da forme reumatiche, malattie autoimmuni o film lacrimale ridotto in quanto garantisce un recupero più veloce.

La PRK, invece, è maggiormente consigliata in pazienti poco collaborativi o soggetti a crisi di panico perché riduce al minimo lo stress a cui sono sottoposti durante l’operazione; la durata dell’intervento è brevissima, circa 2-3 minuti per occhio.
La PRK è raccomandata anche ai pazienti che praticano sport di contatto come pugilato o arti marziali e che potrebbero subire traumi agli occhi; seppur in rarissimi casi, una forte contusione potrebbe dislocare il lembo di cornea inciso durante la Lasik.

Operazione laser agli occhi: meglio PRK o Lasik?

Abbiamo visto quali sono le condizioni cliniche che influenzano la scelta della tecnica da utilizzare per correggere i difetti visivi con la chirurgia refrattiva.

L’efficacia di PRK e Lasik, è ampiamente provata ed entrambe assicurano il recupero visivo previsto.

In assenza di controindicazioni, dunque è meglio la PRK o la Lasik?

Vi sono alcuni aspetti che interessano particolarmente i pazienti e che, a parità di risultato, li spingono a propendere per l’una o per l’altra tecnica.

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LASIK

  • Recupero visivo in soli 1-2 giorni
  • Assenza di dolore nel post operatorio, solo una lieve secchezza oculare
  • Costo superiore rispetto alla PRK, dato l’utilizzo di due tipologie di laser

PRK

  • Recupero visivo nell’arco di 4-6 giorni
  • Dolore più o meno lieve, fastidio alla luce, secchezza lacrimale per alcuni giorni successivi all’intervento
  • Costo più ridotto rispetto alla Lasik

Per concludere, possiamo dire che non esiste una tecnica migliore dell’altra.
L’esperienza del chirurgo e le condizioni cliniche di ciascun soggetto concorrono a valutare l’intervento laser agli occhi più opportuno a soddisfare le necessità del paziente.

Liberati da occhiali e lenti a contatto. Con l’intervento laser agli occhi bastano pochi minuti per tornare a vedere bene.

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